I Canti

 

 
BABBU MIA VOJO MARITU 
E’ la storia di una ragazza che, innamorata del vicino di casa, chiede al padre di combinare il matrimonio. Il genitore trova mille giustificazioni per non acconsentire ma la perseveranza della figlia lo fa desistere.

 

LI STORNELLI
Rappresentano il canto principale delle campagne marchigiane. potevano essere d’amore, di corteggiamento oppure a dispetto. Venivano cantati in diversi modi ma quello più caratteristico era quello “a batoccu” in cui nel canto si alternano un uomo e una donna ricordando il movimento altalenante del batocco della campana. 

 

LA PASQUELLA
E’ uno dei più antichi canti di questua in cui gruppi di uomini accompagnati da strumenti tradizionali, portano di casa in casa l’annuncio della venuta del Messia, richiedono in offerta cibo e vino ed augurano la buona sorte per l’anno venturo. Ogni strofa può essere modificata a piacimento, possono essere inserite varianti riferite a personaggi o fatti avvenuti nel paese o alla famiglia presso cui si sta cantando, un po’ come avviene con gli stornelli.

 

BOTTA DE SARDARELLU
Descrive l’importanza del saltarello come momento di incontro e di conoscenza tra i giovani. Era una vera e propria occasione per le ragazze per farsi notare dal ragazzo di buona famiglia e per farlo usava tutte le armi di seduzione che questa bella danza le permetteva.

 

SCACCIA MARZO
E’ un canto di questua in cui si augura la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e della bella stagione. Nel caso in cui i padroni di casa non si dimostrassero abbastanza generosi con i questuanti, questi auguravano loro malattie e debiti.